lunedì 29 giugno 2009

Web Layout: bottoni css 'liquidi' a risparmio energetico

Quando si realizza un sito web, o un'applicazione, i bottoni sono una parte fondamentale; permettono all'utente di fare le proprie scelte.
Solitamente vengono usati i classici
<input type="button" value="Sono un bottone" />
Che hanno più o meno questo aspetto: sono-un-bottone.jpg

Oppure, per chi ha esigenze geafiche più alte, dei bottoni personalizzati, realizzati solitamente con programmi di grafica come Photoshop.
Questi ultimi possono avere le più svariate forme e colori, l'unico limite è la fantasia: qui alcuni esempi.
Sicuramente questa soluzione offre molta più libertà, ma tuttavia ha un grosso limite: la riutilizzabilità.
Un domani infatti che vorremo modificare il testo di un bottone, o il colore, saremmo obbligati ad aprire il programma di grafica (photoshop o gimp che sia), aggiornare il bottone, salvarlo, e sovvrascriverlo con quello vecchio tramite ftp.

Inoltre, se abbiamo molti bottoni, i nostri utente dovranno scaricare le immagini di ognuno di essi, rallentando a volte i tempi di caricamento della pagina.

Esiste un terzo metodo, che di recente guadagna popolarità (grazie a un bug di IE finalmente risolto con le immagini png).
Si tratta di utilizzare sempre e solo 1 immagine (oppure 3, qualora i vogliamo i nostri bottoni con gli spigoli arrotondati) semi-trasparente; Cambieremo poi tramite CSS il colore di sfondo di ogni bottone per renderlo diverso dagli altri.
Così, con una sola immagine (pensate a quanto sarà facile modificarla in futuro, dovrete aggiornare solo 1 immagine!) potrete avere infiniti bottoni, semplicemente cambiandone il colore di sfondo.

Il css dei nostri bottoni sarà poi molto semplice (esempio veloce veloce):

div.button{
    /*dimensioni del bottone */
    width: 150px;
    height: 24px;
    /*testo del bottone*/
    color: #DFDFDF;
    font-family: "Trebuchet MS";
    font-size: 14px;
    line-height: 21px;
    font-weight: bold;
    text-align: center;
    /*ecco il 'trucco'*/
    background-image: url('button-bg.png');
    background-color: #000000;
    /*per renderlo più piacevole, aggiungiamo i bordi arrotondati (css 3.0)*/
    /*che attualmente però sono supportati solo dai browser mozilla/webkit based (firefox, safari, chrome)*/
    border-width: 1px 1px 1px 1px;
    border-color: #000000;
    border-style: solid;
    /*bordi arrotondari per mozilla*/
    -moz-border-radius-bottomright: 4px;
    -moz-border-radius-topright: 4px;
    -moz-border-radius-bottomleft: 4px;
    -moz-border-radius-topleft: 4px;
    /*bordi arrotondari per chrome, safari*/
    -webkit-border-top-right-radius: 4px;
    -webkit-border-bottom-right-radius: 4px;
    -webkit-border-top-left-radius: 4px;
    -webkit-border-bottom-left-radius: 4px;
}
div.button:hover{
    /*quando andiamo sul bottone conl mouse, semplicemente cambiamo il colore di sfondo, del font*/
    /*e la forma del cursore del mouse*/
    background-color: #333333;
    color: #FFFFFF;
    cursor: pointer;
}

E il risultato finale sul browser:
Firefox:
Internet Explorer:

Non male, no?
E cambiando solo il CSS, possiamo modificare il colore di sfondo (e quindi l'aspetto) del bottone, in modo veramente veloce.

Un tutorial scritto molto bene su come realizzare al meglio questo effetto, lo trovate sul blog di soh tanaka, insieme a alcuni esempi con diversi colori.

Posted via email from Kgo

giovedì 25 giugno 2009

1001 Font da scaricare in modo gratuito


Site stanchi del solito Times New Roman, tutto pieno di grazie e visto da tutte le parti, volete realizzare un bel banner per il vostro sito e non riuscite a trovare il font giusto da utilizzare?

Ecco che ci viene in soccorso 1001 Freefonts, una raccolta davvero numerosa di font pronti da scaricare.
Il bello è che son tutti gratuiti, per Windows e per Mac.

Potete spaziare da caratteri 3d, caratteri natalizi, sino ad arrivare a caratteri horror in un database di oltre 10.000 font.

Davvero un ottimo sito da mettere nei segnalibri.

Per chi volesse è inoltre possibile scaricare tutto il pacchetto da 10.000 font a 19,95 $

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giovedì 18 giugno 2009

Software as a Service un nuovo modo per vendere il software gestionale


Il Softwere as a Service rappresenta un nuovo modo di proporre il software. In questo articolo analizzerò i vantaggi e gli svantaggi di questa tipologia di vendita e motiverò perchè abbiamo deciso di utilizzare il Saas per il nostro software gestionale  Kgo.
Il metodo Tradizione : Come si è venduto il software fino ad oggi
Secondo il mio punto di vista, dal lato commerciale, il software fino ad oggi è sempre stato concepito come un "oggetto". La Software House creava un software e lo rivendeva a un prezzo variabile secondo due fattori determinanti: COSTI e CONCORRENZA. Per la Software House è fondamentale vendere un numero X di copie sotto il quale si perde e sopra il quale si guadagna. Il problema fondamentale di questo metodo, è che in realtà il software non è un "prodotto FINITO" poiché  dopo vendita il cliente necessita di aggiornamenti, servizi , consulenza e a volte anche di personalizzazioni. Quindi diventa difficile creare un sistema di vendita equo per il cliente e allo stesso tempo redditizio per la Software House.

Open Source: Il software libero
Molti credono che il significato di Open Source sia "Gratuito", in realtà, in alcuni casi è ancora di più del "semplice gratuito". Open Source" letteralmente significa "codice aperto" e quindi oltre ad a poter utilizzare il codice abbiamo la possibilità di modificarlo a nostro piacimento. Per spiegarla in parole povere è come se vi "regalassero" un automobile e con essa vi dessero tutti i progetti di costruzione per modificarla. Il concetto di Open Source si applica praticamente solo nel software e comprende spesso grossissime comunità di programmatori che continuamente aggiornano, correggono e migliornao il software. La fonte di guadagno comunque esiste, ma si limita alla consulenza che viene fatta da chi propone il software o a donazioni spontanee. L'Open Source è un modello molto in interessante poiché in pochissimo tempo si può far conoscere il software a moltissime persone. Un bellissimo sevizio televisivo è stato trasmesso su Rai3 da Report alcuni anni fa : Report : Software Libero a Bolzano
 
SAAS: il pagamento di un servizio a "noleggio"
Il SAAS nasce nel 2000 e cerca di essere un nuovo modello di vendita sia economico, sia adattabile alle esigenze dell'azienda. Innanzi tutto il software SAAS non si compra, ma si "noleggia mensilmente" e si paga una cifra che varia in funzione delle caratteristiche richieste del cliente. Più grandi sono le esigenze del cliente più il cliente pagherà. Questa metodologia ha il grande pregio di poter essere venduta a tutti sia a utenti di piccole dimensioni sia a grandissime aziende. Il cliente ha anche anche il grande vantaggio di poter decidere :
  • la durata del noleggio
  • Pagare i solo i servizi che gli servono
  • Non avere problematiche di istallazione aggiornamenti
Perché abbiamo deciso di utilizzare il modello SAAS per Kgo gestionale Online
Al giorno d'oggi una delle cose più importanti nella vendita di un software è avere sempre una soluzione adatta a ogni tipo di esigenza. La clientela è estremamente variegata, offre un prodotto adattabile a ogni esigenza e a tutte le tasche risulta sicuramente una scelta vincente. Il SAAS ci da la possibilità di poter vendere a ogni tipologia di azienda il nostro prodotto

 

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lunedì 15 giugno 2009

Cosa pensano i vostri clienti di voi, dei vostri prodotti, del vostro sito?

Tutti ormai conoscono Google Analitycs, che permette di sapere quali pagine visualizzano gli utenti del nostro sito web, la loro provenienza, quanto tempo restano su unadeterminata  pagina, e addirittura il 'percorso', (cioè la sequenza) delle pagine visualizzate. Ultimamente, sono nate altre applicazioni (simili a forum) per raccogliere dati molto importanti come ad esempio:
  • Cosa pensano i nostri visitatori del nostro prodotto?
  • Quali sono i miglioramenti che i clienti richiedono sui vostri prodotti ?
  • Quali sono i migliormannti più importanti che i vostri clienti vi richiedono?

Nascono quindi UserVoice e GetSatisfaction!
Questi due servizi (noi conosciamo questi due, se ne conoscete altri segnalateceli!) permettono a chiunque di inserire un piccolo bottone sul proprio sito ('Feedback') e di avere quindi un proprio spazio dove raccogliere pareri, valutazioni e idee sul propio sito web, prodotto, azienda.

Uservoice e GetSatisfaction si distinguono tra loro più che altro per il target  dell'utenza ai quali sono destinati:


UserVoice (letteralmente "La voce degli utenti") nasce dal team di StackOverflow, ed è stato realizzato con la stessa filosofia:
Ogni utente può proporre le proprie idee, e votare le idee che gli altri hanno proposto che si ritengono più funzionali.
Questa è come un meccanismo di selezione naturale: le idee migliori, che piacciono a più persone, raggiungono presto un alto numero di voti, segnalandoci così che una determinata cosa è molto importante per la nostra comunità o viceversa!
Ogni idea può poi essere Approvata o Rifiutata, e in entrambi i casi si aggiungono altri 'status': Pianificata, Iniziata, Completata, ecc...
UserVoice probabilmente è più portato per chi ha un'applicazione o un servizio web e vuole conoscere, da un lato forse più tecnico, le cose che mancano o le cose che andrebbero migliorate.. e il loro motto in questo è molto chiaro: Share ideas; Vote up the best; Respond, implement & repeat!

GetSatisfaction (letteralmente "Ricevi soddisfazione") permette la chiara distinzione tra azienda e prodotto: tutti potranno discutere sia sull'azienda che fornisce il prodotto, sia sul prodotto stesso. Le funzionalità sono simili a uservoice: ogni utente può proporre le sue idee sul prodotto in questione e discuterne con gli altri utenti i vari aspetti.
Diversamente da uservoice, getsatisfaction non è strutturato a voti, ma a preferenze: il sistema base rimane lo stesso (a più utenti piace un'idea, più questa è importante), solo con un tocco grafico e funzionale più alla 'facebook' (UserVoice invece rimane più sullo stile dei forum di discussione).
GetSatisfaction, dal mio punto di vista, è più indicato per cose meno 'tecniche'.

Entrambi i servizi offrono una versione gratuita (con qualche limitazione), e versioni a partire da 15 dollari al mese con funzioni aggiutnive (se avete un alto numero di utenti)


Noi per Kgo abbiamo scelto UserVoice, se volete farvi un'idea del suo funzionamento, visitate il Supporto Tecnico Kgo

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mercoledì 10 giugno 2009

E-commerce: finanziamenti dalla camera di commercio di Parma

La Camera di Commercio  di Parma, nell'ambito delle iniziative promozionali a favore del settore artigianato, dell’industria, della distribuzione commerciale, del turismo e dei servizi, rileva l'opportunità di sostenere, mediante l'erogazione di contributi a fondo perduto, le aziende della provincia impegnate in programmi di introduzione e sviluppo di attività di commercio elettronico e/o in iniziative dirette a promuovere e a supportare la vendita attraverso internet di beni e servizi.e-commerce-200x156.jpg

Sappiamo infatti che per avere successo è sempre più importante utilizzare le opportunità offerte dalla rete, il sito web al giorno d'oggi è diventato uno strumento di comunicazione fondamentale per ogni azienda.

Un sito internet consente, ad esempio, di promuovere in modo efficace ed efficiente la propria attività ed i relativi prodotti.

Il web consente, infatti, di ricercare prodotti e/o informazioni molto specifici tramite i motori di ricerca, quindi anche un sito molto settoriale e tecnico può essere facilmente raggiunto dall'utente.

Grazie ai servizi che le web agency mettono a disposizione, come ad esempio l’implementazione di un sistema di e-commerce, il prodotto può essere acquistato in rete senza limiti di orario e di quantità, tramite transazioni eseguite in tutta sicurezza.

E proprio a favore della creazione di un maggior numero di sistemi di vendita on-line la Camera di Commercio e la provincia di Parma hanno emanato un bando sui "contributi per la promozione e la diffusione delle iniziative di commercio elettronico"

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lunedì 8 giugno 2009

10 Effetti Grafici Javascript per migliorare l’aspetto del vostro sito.

Ultimamente mi è saltato all’occhio questo articolo che commenta 10 effetti grafici javascript per migliorare con pochi click l’aspetto del vostro sito web.

Alcuni di questi sono ormai molto famosi (come GreyBox, l’ennesimo clone di LightBox).

Altri invece sono molto originali, e non di poco conto: Instant permette ad esempio di applicare ‘on the fly‘ un effetto polaroid molto bello a qualunque immagine;  MooTable invece permette di ordinare un elenco tabellare di dati in base alle colonne (ad esempio per nome in ordine alfabetico) direttamente da javascript.. cosa che normalmente era d’obbligo riaggiornare la pagina.

Altri effetti degni di nota:

  1. FancyForm: Fantastico effetto per cambiare completamente l’aspetto standard dei form (moduli), come ad esempio le checkbox o i radiobutton.. molto molto bello
  2. ImageMenu: Menu con effetto slide su immagini, con possibilità di personalizzare due eventi del mouse (apertura e chiusura della scheda)… menu come questi erano possibili solo in flash, fino a qualche annetto fà ;)
  3. TJPZoom 3: avete bisogno di aggiungere un effetto zoom alle vostre foto? Questo vi salverà la vita.. ideale per siti dove le immagin ricoprono un ruolo fondamentale

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Convertire file HTML in PDF automaticamente Online.

Tuttora non riusciamo del tutto a spiegarci perchè trovare un convertitore html-to-pdf decente utilizzabile in un’applicazione online è così problematico, e sopprattutto perchè Adobe non abbia pensato a sviluppare un applicativo per farlo (visto che il pdf è cosa loro)..

Mhà, così va il mondo.

Comunque, in 2 anni e mezzo di test, prove, imprecazioni varie e (pochi) successi, questi sono i nostri risultati:


CSS Qualità Peso del file Tempo (sec.) Voto D. Voto L.
HTML2PS Si Ottimo 814 Kb 15-18 7 5,5
HTMLDOC no Buono 164 Kb 4-5 6 7
Firefox + Command line print Si Ottimo 382 Kb 5-6 8 8
Wkhtmltopdf Si Ottimo 207 Kb 3-4 9 9


Può sembrare un’operazione banale, invece, è diventata un’odissea, che dura da 2 anni e mezzo.. e che ancora non è totalmente finita.

Perchè creare un PDF al volo, on-the-fly, da un documento html?

Innanzitutto perchè un pdf è più difficile da modificare, può essere inviato tramite email (sempre automaticamente, perchè no) e sicuramente si presenta molto meglio di un file html.

Inoltre in un file html le immagini e i css sono spesso esterni: diventa problematico inviarli (o permetterne il download) e avere la certezza che il destinatario visualizzi esattamente quello che noi visualizziamo.. col pdf tutto questo è risolto.

Esistono già molti metodi, open source anche, per creare file pdf dinamicamente (da php o python, ad esempio)

Vero, ma la nostra esigenza (e non solo la nostra) è di convertirlo: creare, e modificare successivamente, una pagina (x)Html è molto semplice… perchè devo ricreare la stessa pagina in linguaggio pdf? E quando cambio qualcosa nella mia pagina, devo rimettermi a modificare anche la pagina pdf.. perchè, quando ho già il sorgente?

HTML2PS

Classe PHP che converte la pagina prima in ghostscript, poi in pdf. Lo abbiamo testato e provato a lungo, funziona davvero bene e ha una compatibilità con i CSS 2.0 molto buona.. ma non manca di difetti. In primis la configurazione del PHP: ha bisogno di molte risorse per fare quello che deve fare,e quindi alcuni parametri vanno aggiustati dal php.ini:

max_execution_time = 600

10 minuti.. dovrebbero bastare, solitamente riesce in 15-30 secondi, ma tutto dipende dal server e dalla complessità della pagina.

memory_limit = 450M

450Mb di memoria per l’allocazione.. se vi sembrano tanti, pensate che qualcuno consiglia addirittura 1024Mb (1Gb!)

backtrack_limit = 2000000

Idem come sopra; probabilmente 2000000 è un pò esagerato, ma è per stare sicuri.

Inoltre, dovete assicurarvi che tutti i font presenti nella pagina da convertire siano anche presenti nella sua cartella (html2ps/fonts).. questo è un problema facimente risolvibile, se avete un controllo diretto sull’origine delle pagine da convertire..

Quindi, funziona bene sì, ma richiede troppe risorse.. inoltre un domani, con l’avvento dei CSS 3.0 sorgerebbe il problema di aggiornare le classi.. che sono moolto grandi.

Un esempio della nostra home page convertita in pdf con html2ps potete scaricarlo scaricarlo QUI (814Kb).

DOMPDF

Altra classe PHP, già dichiaratamente ha un supporto dei CSS inferiore, lo abbiamo abbandonato praticamente subito..

Più lento di html2ps, con gli stessi difetti, file generati estremamente più grandi. Ammetto di averlo testato poco, ma non ci ha dato una buona impressione..

HTMLDOC

Eccoci qui, questo è un piccolo carro-armato!
Veloce (2-3 secondi in media, ma anche qui dipende sempre dal server e dalla dimensione/complessità della pagina), affidabile (in 2 anni e mezzo che lo utilizziamo non si è mai bloccato), open source (ma la versione compilata è a pagamento).

Unico piccolo (ma grande) difetto: dimenticatevi pure dei CSS, questo lavora ancora con le vecchie definizioni html (<font color=”…”> ecc..)

Un esempio (…tristissimo, senza il css) della nostra home page con HTMLDOC lo potete visualizzare qui (164Kb).

Poi, finalmente, l’idea

Pensateci un attimo, html2ps, dompdf, htmldoc, cosa fanno? Renderizzano, interpretano la pagina html e la convertono in pdf.

I primi due renderizzano ogni singolo tag, tenendo conto dei CSS (con risultati ottimi per html2ps, non saprei con dompdf) e creano l’output pdf.

Htmldoc ignora i css (quando fù sviluppato i css erano ancora agli arbori).

Qual’è il software che interpreta meglio l’html?

Ovviamente un Browser.

Il browser è fatto per macinare html in tutte le salse, css o meno.. poi ovvio c’è chi lo fà meglio (firefox!) e chi.. bhè lo sappiamo.

Abbiamo quindi provato a proporre questa idea sui forum mozilla , e torisugari ci è venuto in aiuto sviluppando un’estensione per stampare con firefox da command-line.. e che dire, funziona una meraviglia!

Tuttavia sono un pò restio ad utilizzare un browser come strumento in questo senso.. firefox non è specificatamente fatto per questo senso, possiamo dire che questa funziona rappresenta il 5% della struttura di firefox.. insomma, ci sono troppe variabili, troppe cose che potrebbero andare male (si, purtroppo anche firefox a volte và in crash…) che non mi fanno dormire tranquillo nell’utilizzarlo in ambiente di produzione.

Comunque sia, dopo alcuni test e aggiustamenti vari, finalmente funziona: tempo di conversione 2-5 secondi, qualità? Giudicate voi. (382Kb)

Quindi, la soluzione è firefox? Sembra di no (o almeno finchè non riusciamo a trovare il modo di isolare il renderizzatore html di firefox e usarlo separatamente dal browser), perchè googlando siamo incappati in questo articolo: HTML to PDF, why so hard? dove nei commenti finali abbiamo scoperto wkhtmltopdf.

WKHTMLTOPDF

Ed eccoci, finalmente, a quello che probabilmente sostituirà htmldoc nei nostri server: utilizza webkit (il renderizzatore usato da Safari, praticamente quello che Gecko è per Firefox), tempi di conversione simili a quelli di Firefox (anzi, leggermente inferiori), e una qualità ottimale: provare per credere! (207Kb)

Unico neo: non supporta il Thead (che invece supporta firefox).

Conclusioni

HTML2PS è sicuramente una scelta valida, a patto però che se ne faccia un uso abbastanza limitato (è veramente troppo lento e occupa troppe risorse). Diventa l’unica alternativa per le applicazioni web che risiedono su hosting low-cost (ma che permettono la modifica, anche temporanea con ini_set(), dei parametri del php.. quindi con il safe_mode off) che non permettono di installare software sul server.

HTMLDOC è senza dubbio il più stabile e affidabile (posso dirlo solo perchè è l’unico che utilizziamo da più di 2 anni e non ha mai dato problemi), la qualità del PDF è ottima.. ma la sua completa incompatibilità coi CSS è un problema che, a parer mio, lascerà morire il progetto lentamente (se non lo è già)

Firefox con estensione Command Line Print e WKHTMLTOPDF se la giocano quasi alla pari, entrambi veloci e con un ottima compatibilità e qualità… sicuramente WKHTMLTOPDF è più semplice da installare, ed essendo un progetto recente è molto attivo; Firefox d’altro canto può contare su un’intera comunità di sviluppatori e, forse è più una speranza che una certezza, prima o poi verrà realizzato qualcosa di più utilizzabile in questo senso.

Posted via email from Kgo

Perché scrivere un blog aziendale? Il blog di Kgo Oggi si comincia!

Il primo Blog pensato e creato da chi sta creando un Gestionale e ha voglia di condividere passo dopo passo l'evoluzione di internet nell'azienda.Sia io che i mie collaboratori inizialmente eravamo piuttosto scettici poiché avremmo dovuto ritagliare del tempo prezioso al lavoro per scrivere articoli sul blog. Ricordo lunghe discussioni che non approdavano mai a una decisione vera e propria, la domande più ricorrenti erano :
  • Perché mai dovremmo perdere tempo a scrivere un blog?

  • Chi mai sarà interessato a ciò che scrivo?

  • Non aiuteremo i nostri concorrenti con consigli utili?

Effettivamente sono domande lecite sopratutto per chi investe soldi in un progetto da più di tre anni...

In questo articolo introduttivo al nostro blog cercherò di dare una risposta a queste domande e di presentare una idea che oggi riteniamo davvero importante. Partiamo quindi proprio dalle domande :

  1. Perché mai dovremmo perdere tempo a scrivere un blog? Semplicemente perché l'importanza di ciò che ognuno di noi pensa non può rimanere racchiusa in solo noi stessi. Internet ha cambiato il mondo della comunicazione in modo radicale! Al giorno d'oggi la "conoscenza" non è più sulle enciclopedie ma si trova su Wikipedia, l'informazione non è più sui quotidiani ma è su portali online con video scaricabili 24 ore su 24. Il blog per noi rappresenta un modo per condividere le esperienze aziendali che possono essere utili a tutti.... ma allo stesso tempo i nostri lettori potranno aiutarci a risolvere problematiche di ogni tipo. Ma la cosa che considero più impiotante in assoluto è quella quello che io chiamo "effetto Social network"... un classico esempio è Facebook. Da quando mi sono iscritto ho "ritrovato" miei vecchi compagni delle elementari, amici che non ricordavo più di avere, fornitori, Amici di Amici , .... persone che non vedo e non frequento più ma che "mi conoscono" e sopratutto che sono su Facebook almeno una volta a settimana... Per me è FONDAMENTALE far sapere a queste persone quello che faccio! Perché se leggono su Facebook che mi occupo di "Gestionali" o "Siti Internet" potrebbero ricordarsene quando ne avranno bisogno LORO o Eventualmente loro parenti, amici o conoscenti. Ricordate a tutt'oggi il PASSA PAROLA è il miglior modo per concludere buoni affari...

  2. Chi mai sarà interessato a ciò che scrivo? anche questa domanda è del tutto lecita e solo da poco ho trovato una risposta! Ogni persona sulla terra ha i propri interessi del tutto differenti da ogni altro individuo. Quando si parla di argomenti come la politica, televisione o vacanze è facile trovare amici o conoscenti e passare una serata a chiacchierare e discutere di tali argomenti... Ma se io volessi parlare di un argomento poco "popolare" come un software gestionale? Probabilmente annoierei chi mi sta ascoltando, perché difficilmente avrà interesse in ciò che dico. Grazie a Internet e ai blog si ha la possibilità avere un contatto per "parlare" di argomenti estremamente settorializzati e decisamente poco interessanti per la massa. E' come se aveste la possibilità di selezionare un gruppo di persone "esperte" e "disposte" a parlare di un preciso Argomento che a voi interessa. Quindi ricordate che sicuramente nel mondo c'è (almeno) qualcuno interessato a ciò che scrivete e a ciò che dite, l'importate è che si abbia possibilità di "incontrarsi"

  3. Non aiuteremo i nostri concorrenti con consigli utili? Per un imprenditore questa è decisamente la motivazione più dura da "accettare". Il "segreto aziendale" è da sempre patrimonio indiscutibile dell'azienda... e allora perché dovrei divulgare i miei segreti potenziali concorrenti? Diciamo innanzi tutto che un blog non deve necessariamente svelare importanti segreti aziendali. Oltretutto internet sta cambiando anche il modo di commerciare: ecommerce e vendite online ci permettono di vendere senza nemmeno contattare il cliente. Volenti o nolenti si deve evolvere il modo di pensare altrimenti si rimarrà inevitabilmente indietro.

Posted via email from Luca's posterous

mercoledì 3 giugno 2009

Come scrivere buoni articoli per un blog

Negli ultimi anni sono nati moltissimi blog aziendali, questo articolo vi darà alcuni consigli su come scrivere buoni post sul vostro blog, in modo da renderli il più interessante possibile ai i vostri lettori.

Il cappello introduttivo : La Notizia SUBITO!!!
Una delle regole base è quella di scrivere sempre un cappello introduttivo che spieghi in modo chiaro e veloce quello che andrete a spiegare nel vostro articolo (un po' come ho fatto io.... ve ne eravate accorti ?) Questo perché i vostri lettori leggendo le prime righe del vostro articolo si renderanno immediatamente conto se è di loro interesse. Pensate a quando leggete un quotidiano: solitamente si leggono solo i titoli e sottotitoli, se la notizia ci interessa leggeremo anche il resto. Il lettore è "Pigro" (e sopratutto su internet) se non gli diamo subito un'idea di cosa parleremo lo annoieremo e riterrà il nostro blog borioso.

La regola delle 5W
Questa è una delle più vecchie regole del giornalismo ricordate sempre: esaudire le 5W nel cappello introduttivo!
Who = chi
What = che cosa
Where = dove
When = quando
Why = perché

Keyword e SEO
Secondo il mio personale punto di vista, un buon post, deve anche essere strutturato per essere trovato su Google. Ecco perché conviene sempre pensare prima alle Keyword e poi scrivere l'articolo. Ecco un piccolo schema di cosa bisognerebbe fare:
  • il titolo del post deve essere SEMPLICE e sopratutto pensate a quello che gli utenti cercherebbero se avessero bisogno di trovare il vostro post. Ecco un esempio pratico un buon titolo sarebbe: "Come scrivere buoni articoli per un blog" e non "Analisi strutturale di un blog di successo mondiale".
  • Una volta che avete battezzato le Keyword cercate di ripeterla nell'articolo il più possibile delle volte (senza esagerare troppo)
  • ricordate sempre che i link piacciono molto ai motori di ricerca sopratutto se descrittivi. Ecco un buon esempio: "Come scrivere buoni articoli per un blog", e uno davvero poco utile inutile "Clicca qui". "Clicca qui" non aiuta Google a capire il perché avete linkato quella pagina invece " Come scrivere buoni articoli per un blog " sarà utilissimo!

Posted via email from Luca's posterous

Come scrivere buoni articoli per un blog

Negli ultimi anni sono nati moltissimi blog aziendali, questo articolo vi darà alcuni consigli su come scrivere buoni post sul vostro blog, in modo da renderli il più interessante possibile ai i vostri lettori.

Il cappello introduttivo : La Notizia SUBITO!!!
Una delle regole base è quella di scrivere sempre un cappello introduttivo che spieghi in modo chiaro e veloce quello che andrete a spiegare nel vostro articolo (un po' come ho fatto io.... ve ne eravate accorti ?) Questo perché i vostri lettori leggendo le prime righe del vostro articolo si renderanno immediatamente conto se è di loro interesse. Pensate a quando leggete un quotidiano: solitamente si leggono solo i titoli e sottotitoli, se la notizia ci interessa leggeremo anche il resto. Il lettore è "Pigro" (e sopratutto su internet) se non gli diamo subito un'idea di cosa parleremo lo annoieremo e riterrà il nostro blog borioso.

La regola delle 5W
Questa è una delle più vecchie regole del giornalismo ricordate sempre: esaudire le 5W nel cappello introduttivo!
Who = chi
What = che cosa
Where = dove
When = quando
Why = perché

Keyword e SEO
Secondo il mio personale punto di vista, un buon post, deve anche essere strutturato per essere trovato su Google. Ecco perché conviene sempre pensare prima alle Keyword e poi scrivere l'articolo. Ecco un piccolo schema di cosa bisognerebbe fare:
  • il titolo del post deve essere SEMPLICE e sopratutto pensate a quello che gli utenti cercherebbero se avessero bisogno di trovare il vostro post. Ecco un esempio pratico un buon titolo sarebbe: "Come scrivere buoni articoli per un blog" e non "Analisi strutturale di un blog di successo mondiale".
  • Una volta che avete battezzato le Keyword cercate di ripeterla nell'articolo il più possibile delle volte (senza esagerare troppo)
  • ricordate sempre che i link piacciono molto ai motori di ricerca sopratutto se descrittivi. Ecco un buon esempio: "Come scrivere buoni articoli per un blog", e uno davvero poco utile inutile "Clicca qui". "Clicca qui" non aiuta Google a capire il perché avete linkato quella pagina invece " Come scrivere buoni articoli per un blog " sarà utilissimo!

Posted via email from Luca's posterous